Ogni anno in Italia finiscono nella spazzatura 5 milioni di tonnellate di cibo, 8 miliardi di euro, mezzo punto del PIL ma qualcosa si muove.

L’unione Europea si appresterebbe a togliere le date di scadenza da prodotti come pasta, riso e caffè ma in Italia abbiamo già gettato il cuore oltre l’ostacolo.

“Giovanni, dove vai? Se fumi, ti rovini il palato e non senti il sapore del gelato!”, apostrofa così Massimo Bottura, chef numero 3 al mondo, il barbone Giovanni che dal refettorio ambrosiano si appresta ad uscire per fumare una sigaretta. Giovanni sbuffa, ma torna a sedersi per mangiare il gelato preparato niente po’ po’ di meno che da un manipolo di chef stellati che qui al refettorio, progetto fortemente voluto da Massimo Bottura per recuperare gli scarti alimentari di Expo 2015, si alternano per servire i senza tetto.

Il vero volto dell’Expo, quello che davvero ha fatto il giro del mondo dopo che il New York Times gli ha dedicato copertine su copertine è lui: Massimo Bottura, il francescano delle cucine stellate.

Ebbene si!Ha servito Renzi come i senza tetto con la sua cucina senza sprechi ed il vero vincente in questa Expo, carica di aspetti oscuri e deludenti, è lui, anzi sono loro: i senza tetto, che hanno ottenuto un refettorio arredato con cura, fornito grazie alla raccolta scarti di expo e reso sostenibile grazie alla visibilità e alla cura data al progetto da tutti gli chef, che hanno fatto cerchio attorno a Bottura per sostenere la sua filosofia di cucina come servizio.

In questo percorso sono stati recuperati anche molti chili di caffè usati per il gelato e le farce dei tiramisù. Secondo l’Osservatorio Waste Watcher lo spreco alimentare nel nostro Paese ammonta a mezzo punto del PIL e a differenza di quello che pensano i più, lo spreco alimentare privato e nella ristorazione è secondo solo allo spreco durante le fasi della lavorazione agricola, seguono ma in netto distacco gli sprechi durante la lavorazione industriale e la distribuzione.

A livello europeo qualcosa si muove, l’UE si appresterebbe infatti a rivedere le norme relative alle scadenze riportate sulle etichette dei prodotti alimentari. Da prodotti come pasta, riso, caffè e formaggi stagionati potrebbero scomparire le diciture “Da consumarsi preferibilmente entro”, lasciando spazio solo ad una finestra temporale che dovrebbe garantire le caratteristiche organolettiche del prodotto.

In Germania dove ogni anno vengono gettati nella spazzatura ben 18 milioni di tonnellate di cibo le iniziative ( quasi tutte partite dopo il documentario “Taste the Waste”- Assaggia la spazzatura) per il recupero di pane e caffè vicino alla data di scadenza si moltiplicano anche attraverso banchetti aperti di fronte alle principali stazioni ferroviarie della capitale: Berlino, dove è possibile consumare pane, caffè e marmellate con prodotti vicino alla scadenza.

Il movimento Taste the Waste per il recupero e lo scambio di cibo laddove la catena è più debole, ovverosia casa e ristorante, sta avendo profondi risultati sui comportamenti alimentari tedeschi, da sempre i cittadini europei con i prezzi alimentari più bassi d’Europa, grazie a catene distributive tra le più forti al mondo. Partirà anche in Italia una iniziativa a catena sull’onda di Bottura? Parrebbe proprio di si, le iniziative per il recupero di alimenti a lunga scadenza si sono infatti moltiplicate, soprattutto per prodotti come pane e caffè in grani.

In un Paese dove la ristorazione è sacra le scelte di uno chef sono dunque cruciali? Si, tanto quanto quelle di un barista! Che dire dunque?: Avanti così!