E’ boom di saponi “autoprodotti” e il caffè è servito sotto la doccia!

E’ boom di saponi “autoprodotti” e il caffè è servito sotto la doccia!

Da scarto a ingrediente principe delle produzioni casalinghe: è caffè mania.

Cresce il mercato dell’autoproduzione e con esso l’artigianato, è boom di prodotti per l’igiene personale, in prima linea i saponi al caffè.

Bere caffè è out, adesso si mette nel sapone! Con novemila autoproduzioni solo per il sapone al caffè possiamo proprio dire che è il protagonista delle nuove tendenze fai da te.

Il motivo è presto detto: c’è in ogni casa d’Italia, dopo l’espresso diventa uno scarto ma è ancora ricchissimo di oli essenziali e ingredienti che lo rendono un materiale perfetto per il riuso. In Italia tre persone su cento sono affette da psoriasi e sempre più persone non tollerano uno o più componenti chimici presenti nei normali saponi e prodotti per la cura della persona. L’Italia sta riscoprendo ciò che l’ha sempre resa grande: il piccolo, l’artigianato, le cose fatte con passione e con quel tocco di follia che ci invidiano tutti ma a stupire è il numero di autoproduttori che diventano artigiani di successo.

Cosa c’è di nuovo vi state chiedendo? La tecnologia e l’impronta green. Molte anzi quasi tutte le piccole moderne produzioni hanno in comune due cose: l’elevato livello di formazione dei protagonisti e la commercializzazione online, il webmarketing, la forte presenza sui social, che rendono queste imprese artigiane locali 100% globali e sostenibili, proprio perchè autentiche ed al contempo aperte al mondo.

Non ci credete? Lo abbiamo chiesto a due ex saponari casalinghi: Luigi Panaroni, 33enne laureato in Scienze e Tecnologie dei Materiali, e Lucia Genangeli, 28 anni e laureata in Comunicazione e sua compagna di vita, niente meno che fondatori de “La Saponaria”, laboratorio di saponi artigianali a Vallefoglia, Puglia.

Dopo la laurea Luigi ha lavorato come progettista per impianti fotovoltaici, intanto in casa insieme a Lucia producevano sapone per se stessi, poi da regalare agli amici fino a trasformarlo in un lavoro a tutti gli effetti. Adesso due persone aiutano Luigi in laboratorio, mentre Lucia, che si occupa di comunicazione, sito e blog, lavora insieme a un’altra ragazza del team: da due a otto persone in sette anni, partendo da saponette naturali fatte in casa!

Le loro scelte sono semplici ed elencate nel sito con chiarezza: Km 0 e appoggio ai piccoli produttori locali; Ingredienti biologici ed equosolidali (Certificazione Biocosmesi Suolo & Salute); Produzione artigianale ed attenta; Ricette semplici, efficaci e a basso impatto ambientale, No a Sles, Siliconi, Edta, profumi, coloranti sintetici e derivati petrolchimici; No ad olio di palma e ad ingredienti insostenibili; No ai test sugli animali (adesione alla lista VIVO Cruelty Free); Packaging “leggero”, ecologico e riciclabile; Prezzo equo.

Pazzi? No, creativi e preparati.

A Voi un estratto delle domande che abbiamo rivolta a Lucia

D: Lucia, cosa significa il “Km 0 e appoggio ai produttori locali”?

R: Significa pianificare le colture, ad esempio per le piante officinali come la salvia e quant’altro, con i produttori locali anche con un anno di anticipo. Privilegiamo l’olio extravergine di oliva come materia grassa e per quei prodotti che non sono reperibili in loco ci affidiamo al commercio equo. L’accordo con i produttori si fa anche un anno prima del raccolto e in una realtà come la Puglia il sostegno ai produttori è molto importante.

D: Qual’è il sapone a cui sei più affezionata?

R.: Beh! Sicuramente il Syria, perchè ha una valenza in più, per il suo significato ( il Syria è un Aleppo ispirato al tradizionale sapone siriano creato in collaborazione con l’associazione Terre des hommes Italia per sostenere i migranti che arrivano in Italia. )

D.: Quanti corsi di autoproduzione fate?

R.: Ne facciamo uno al mese e poi i seminari. Molti vogliono imparare a fare il sapone in maniera naturale, poi chiedono burri cacao e altri prodotti di cosmesi naturale.

D.: In questi sette anni siete cresciuti molto, qual’è stato il momento in cui avete capito che dovevate cambiare marcia?

R.: In realtà è stato tutto molto graduale, non c’è stato un momento preciso. Anche la prima volta in Germania, alla Biofach di Norimberga, ma le cose sono cresciute piano piano.

D.: Se dovessi fare un sapone al caffè cosa suggeriresti?

R.: E’ stato uno dei primi saponi che abbiamo provato, oggi però sfrutterei le proprietà esfolianti e farei un prodotto fresco, da usare la mattina sotto la doccia, per dare allegria!

E Voi come lo preferite: al bar o in doccia?

Gioielli di caffè: dal riciclo a un nuovo inizio

Gioielli di caffè: dal riciclo a un nuovo inizio

Crescono i numeri dei tutorial e delle visualizzazioni di oggetti realizzati con “scarti” di caffè

Alle grandi firme del caffè non sfugge l’arte del riciclo.
Gioielli, vasi per piante grasse, scaldacollo, luci di Natale le cialde sono le protagoniste del riutilizzo tanto che i video su youtube sia per come riempirle che per come reimpiegarle sono diventati migliaia e alcuni superano le 200.000 mila visualizzazioni.

E’ una enormità se si pensa che fino a qualche anno fa le capsule venivano eliminate quasi al 100%. I gioielli e le realizzazioni fatte a mano dalle youtubers hanno ormai raggiunto livelli di manifattura molto alti e molti prodotti sono persino molto più belli e particolari di molti oggetti di bigiotteria e semipreziosi. Alcune lavorazioni sono molto complesse, il risultato finale è davvero interessante e la loro bellezza è stata intercettata anche da grandi aziende di caffè.

Ne sa qualcosa Stefania che con i suoi gioielli di caffè è stata invitata alla mostra, sponsorizzata dalla Bialetti per gli ottant’anni della moka, ad esporre le foto dei propri lavori, ma la storia di Stefania è un po’ più particolare perché è anche una storia di come reinventarsi anche in momenti difficili come la perdita di un lavoro, che è quanto è accaduto al marito a inizio 2015. Con un po’ di fatica e tanto olio di gomito da parte di amici, parenti, genitori che hanno ridipinto i muri, stuccato le pareti, raccolto pallet per mettere insieme bancone e cassa è nato a settembre di quest’anno “4Cosmesi&Capelli”: un luogo dove curare prima di tutto barba e capelli, sì avete capito bene, è un barber shop, che vende prodotti di cosmesi, make up oltre agli splendidi gioielli di Stefania. Il marito, ex informatico, consiglia prodotti e cure professionali per barba e capelli, oltre che autore insieme a Stefania del design della pagina FB, carica di commenti splendidi ed incoraggianti.

Tutto è iniziato per caso, racconta Stefania, perché un’ amica a cena al momento del caffè, le disse che si potevano usare le capsule per fare dei lavoretti, la sera stessa Stefania provò a fare un rudimentale paio di orecchini e da li non ha più smesso!
Abbiamo raggiunto Stefania per farle alcune domande.

D.: Quali cialde utilizza per lo più?
R.: Utilizzo principalmente quelle nespresso perche ne ho di più e hanno più colori, ma di fatto realizzo molti lavori anche con quelle della Bialetti, mi hanno invitato alla mostra che si era tenuta a Milano per gli 80 anni della moka, qui avevo pubblicato delle foto. Poi ho usato anche quelle in plastica per fare dei fiori.
D.: Vuole raccontarmi la Sua storia?
R.: Questo non è il mio lavoro principale è solo un hobby che mi appassiona e mi impegna quasi tutte le serate. Io lavoro in una società informatica come referente tecnico di alcuni clienti, e sono mamma di due bimbe di 9 e 7 anni. Mio marito ( che purtroppo ha perso lavoro a marzo, era anche lui un informatico) ha aperto un negozio a Legnano (Mi) di prodotti per capelli e cosmetica e ovviamente Gioiellidicaffè, quindi finalmente ho uno spazio per esporre i mie lavori!
D.: Se dovesse presentare un arredo per una vetrina di un negozio di caffè ( Bar o vendita diretta di caffè torrefatto ) quali suggerimenti darebbe?
R.: Proprio in questi giorni sto pensando alla vetrina del nostro negozio, personalmente ho cercato dei piccoli mobili o tavoli nei mercatini dell’usato e li ho ristrutturati in stile shabby, poi abbiamo realizzato delle parti dell’arredamento (il bancone della cassa e un tavolino) con degli europallet anche quelli riverniciati, quindi il mio consiglio è il riuso sempre.

Come può uscire da una vecchia capsula un negozio di gioielli?!! Come dice Stefania, con il riuso: sempre!