Addio cameriere e camerieri?

L’ innovazione aiuta il distanziamento.

Vi ricordate fast food americani dove giovani cameriere in gonnellina cortissima e pattini a rotelle servivano i clienti nelle loro auto?

È questo il futuro post Covid?

E’ difficile immaginare il futuro ma alcuni Paesi provano a lanciarsi in avanti.

Sembra che in Sud Corea abbiano una visione particolare del distanziamento: è infatti un robot a servire i clienti.

Siamo a Daejeon, la quinta città più grande della Corea ed è lì che un barista assume un robot per aiutare a rispettare le distanze sociali.

Il robot prepara fino a 60 diversi tipi di bevande e serve i clienti ai loro tavoli. In sette minuti questo robot serve fino a sei bevande per ciascun ordine.
Un solo dipendete, umano, è responsabile della pulizia e delle ricariche.

Come funziona il robot?

Un sistema di sensori gli permette di orientarsi all’ interno del bar e di farsi strada tra i clienti fino ad arrivare al tavolo. Il cliente può a questo punto prendersi il suo ordine. Non si tratta di un robot muto ma di un robot in grado di parlare e dare consigli come ad esempio mescolare l’ordine nel caso in cui si tratti di un latte macchiato o di una bevanda a base di te e latte di mandorle.

Il così detto “allontanamento nella vita quotidiana”, imposto dal governo sudcoreano, avviene attraverso queste ed altre tecnologie.

La robotica aiuta le persone ad osservare le distanze sociali in pubblico. Nel suo complesso il sistema utilizza un braccio robotico per la preparazione del caffè ed un robot di servizio, che oltre a produrre 60 diversi tipi di caffè e servire le bevande ai clienti ai loro posti, può anche comunicare e trasmettere dati ad altri dispositivi e contiene una tecnologia a guida autonoma per calcolare i percorsi migliori all’interno del bar.

Cosa succede in Francia?

In Francia invece il distanziamento sociale viene affrontato del punto di vista dell’estetica: è infatti di un designer francese, Christophe Gernigon, l’idea di mettere campane di plexiglas sopra ciascun cliente in modo da poter continuare un servizio simil normale, che non elimini camerieri e/o baristi.

Plex’Eat è il nome della creazione, nata dalla volontà del designer di mantenere la convivialità in un contesto dove la protezione dai pericoli del virus è oggigiorno fondamentale.

E in Italia?

In Italia invece il distanziamento avviene attraverso l’asporto. I bar servono caffè e brioche a portar via.

Le preparazioni da asporto hanno infatti subito una forte impennata.

Nessuno è però ancora riuscito a far sentire davvero insieme le persone. In Italia se ne sta andando un pezzo di cultura che da sempre caratterizza la vita degli italiani.Tanto la frenesia del caffè al banco quando quella capacità tutta italiana di stare seduti ai tavolini di un bar a chiacchierare, diventando improvvisamente sessanta milioni di velisti, di allenatori, di capi di stato, di capitani d’ industria, sembrano spariti.

Non il design e nemmeno la tecnologia può restituirci quel gusto per la vita, che aspettiamo di assaporare di nuovo con calma in un fresco mattino d’estate in mezzo ai tavolini di un bar.